Primo piano

Ipocrisia ambientale in Messico

10 giugno 2011 (Il Manifesto). Lottare contro il cambiamento climatico «tocca a tutti, in proporzione differente certo, ma tocca a tutti perché (noi paesi “poveri”) siamo i più colpiti». Con queste parole, il presidente messicano Felipe Calderón ha inaugurato la cerimonia di celebrazione della Giornata mondiale dell’ambiente dello scorso 5 giugno. E, incitando i presenti «ad accelerare il passo» in tale direzione, ha continuato: «Il Messico ha rotto il paradigma e il pregiudizio secondo i quali la lotta per frenare il cambiamento climatico è solo una questione dei paesi sviluppati».

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Justicia y dignidad para los migrantes

28 de mayo de 2011 (La Jornada). Las recientes movilizaciones por una paz con justicia y dignidad abarcaron un abanico realmente vasto de la sociedad civil mexicana e internacional. No es tan sencillo, en efecto, tanto en México como en el resto del mundo, ver una diversidad y una pluralidad tan extendida y tan comprometida con una iniciativa social como la realizada el 8 de mayo pasado en la ciudad de México y en muchas otras urbes del país y el extranjero. Entre los cientos de miles que se movilizaron cabe destacar y prestar particular atención al “componente migrante” de la marcha que concluyó ese domingo.

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L’Enel e i maya del Quichè

26 maggio 2011 (Il Manifesto). Ne avevamo già parlato, ma forse vale la pena tornarci. Si tratta del progetto idroelettrico Palo Viejo, nella regione del Quichè, Guatemala settentrionale, un investimento da 185 milioni di dollari co-finanziato dalla banca Mondiale. I protagonisti sono i soliti: un’importante impresa multinazionale italiana, l’Enel Green Power (Egp); il governo guatemalteco, che ha approvato il progetto e lo sostiene con forza; le comunità indigene di origine maya della zona interessata. Ma nel quadro entrano altri due elementi, non da poco conto: la presenza delle forze armate nel territorio e il ruolo controverso dell’ambasciata d’Italia.

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Acqua “privata” in Messico

18 maggio 2011 (Il Manifesto). Inondazioni e siccità, questo il maggior contrasto ecologico di Città del Messico. Una metropoli con oltre venti milioni di abitanti – se comprendiamo tutta la macchia urbana – che vive questa alternanza fin troppo concreta. Certo, nonostante il cambiamento climatico che anche qui fa sentire tutti i suoi effetti, l’alternanza tra stagione delle piogge – prossima ad iniziare – e stagione «secca» continua ad esistere.

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Video: “Marcha por la Paz con Justicia y Dignidad” (15’04”)

17 de mayo de 2011 (matteodean.info). Mini-video en el que presentamos algunas voces desde la marcha que se realizó el 8 de mayo de 2011 en las calle de la Ciudad de México durante la marcha en contra de la violencia en México. Entre otros, habla San Juan Copala, Miguel Concha, Movimiento 5 de Junio, etcétera.

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Túnez: a la espera de un “cambio profundo”

12 de mayo de 2011 (Proceso). La “situación en Túnez es muy delicada”, ya que “el proceso democrático está aún lejos de afincarse”. Tal es la conclusión de integrantes de la caravana Unidos por la Libertad, que del 7 al 11 de abril pasado visitó la capital de esa nación, donde se encontró con muchas “organizaciones sociales protagonistas de la revolución”, y luego se desplazó a los campos de refugiados que en el curso de los últimos meses surgieron en la frontera sur del país con Libia. La caravana –integrada por miembros de la sociedad civil italiana– surgió con “la idea de materializar un puente político y social entre las dos orillas del Mediterráneo”.

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“Messico in pasto alla violenza”

12 maggio 2011 (amisnet.org). Babush, trasmissione speciale di Amisnet.orgsulla marcia per la Pace con Giustizia e Dignità. Ascolta il podcast qui. La guerra al narcotraffico in Messico è stata lanciata con gran clamore dal presidente Felipe Calderon all’indomani della sua elezione, nel 2006. A distanza di quasi cinque anni il bilancio è di circa 40.000 morti, dei quali molti mai identificati, oltre a decne di migliaia di desaparecidos e quasi mezzo milione di desplazados.

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Messico. Pace e giustizia. Dopo 40.000 morti di una guerra insensata e perduta

10 maggio 2011 (Il Manifesto). Facendo clic sull’immagine, puoi ampliarla e leggere gli articoli apparsi sull’edzione dell’10 maggio 2011 de Il Manifesto relativi alla Marcia per la Pace con Giustizia e Dignità dell’8 maggio precedente.

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Messico, il reclamo di pace con giustizia e dignità

8 maggio 2011 (matteodean.info & Global Project). Un silenzio assordante. È così che si può riassumere la lunga marcia “per la pace con giustizia e dignità” che iniziata lo scorso 5 maggio a Cuernavaca (cento chilometri a sud di Città del Messico) si è conclusa questa domenica nella piazza centrale della capitale messicana. Silenzio, spiega Javier Sicilia, premio nazionale di poesia, giornalista e padre di Juan Francisco, assassinato dai sicari del narcotraffico il 28 marzo scorso; silenzio perché “il nostro dolore è così grande e così profondo, che non vi sono più parole per nominarlo”.

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